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Moondog – Il Vichingo della 6ª Avenue

Vogliamo parlarvi di Moondog, pseudonimo di Louis Thomas Hardin, che fù compositore e musicista nonostante fosse cieco. Fu anche poeta e inventore di svariati strumenti musicali. Moondog si isolò dalla società attraverso la sua decisione di fare delle strade di New York la sua casa per circa venti dei trenta anni che ha vissuto nella città.

Il pubblico ha iniziato ad apprezzare la portata dei molteplici talenti di Moondog solo negli ultimi decenni della vita dell’artista, principalmente a causa del suo ostinato rifiuto di indossare qualcosa di diverso dai propri vestiti fatti in casa, rifiuto del tutto basato su una personale interpretazione del mito norreno del dio Thor. Era noto per gran parte della sua vita come “Il Vichingo della 6ª Avenue.”

Dalla fine degli anni quaranta fino al 1974, Moondog visse come musicista e poeta di strada, a New York, esibendosi il più delle volte all’incrocio fra la 53° Strada e la 6° Avenue a Manhattan. In aggiunta alla sua attività di musicista e poeta, era noto anche per la caratteristica tenuta da vichingo che esibiva, con tanto di elmo e corna. In quegli anni si manteneva parzialmente vendendo copie delle sue poesie e dei suoi saggi filosofico-musicali. Dal momento che la sua postazione era accanto a un famoso Nightclub della 52° Strada, Moondog aveva un nutrito seguito di fan ed era conosciuto dai musicisti jazz.

La sua musica traeva ispirazione dai suoni della strada, come la metropolitana o il corno da nebbia. Era musica improntata alla semplicità, ma caratterizzata da quello che lui chiamava “snaketime”, descritto come “un ritmo scivoloso, in tempi non consueti. Non ho intenzione di morire in 4/4!”

L’opera di Moondog attirò presto l’attenzione di Arthur Rodzinski, il direttore della New York Philharmonic, negli anni ’40. Egli ne produsse diversi 78 e 45 giri, e un EP, negli anni cinquanta, e anche alcuni LP per diverse importanti etichette discografiche di musica jazz, compreso una strana raccolta di fiabe per bambini realizzata in collaborazione con l’attrice Julie Andrews, nel 1957.

Per dieci anni non si ebbero altri album di Moondog, finché il produttore James William Guercio lo portò in studio per incidere un album per la Columbia Records, nel 1969. Il pezzo Stamping Ground, con il bizzarro preambolo di Moondog che recita uno dei suoi epigrammi, fu incluso nel doppio album Fill Your Head with Rock (CBS, 1970). La musica del brano Bird’s Lament (In memory of Charlie Parker) fu in seguito campionata da Mr. Scruff che la usò come base per la sua Get a Move On.

In un secondo album prodotto da Guercio, la figlia di Moondog compariva in veste di cantante. L’album conteneva canzoni fatte di canoni e ritornelli. Questo lavoro non impressionò il pubblico quanto il primo. I due album prodotti dalla CBS furono in seguito ri-editi in un singolo CD nel 1989.

La stravagante musica di Moondog è un jazz minimalista, tonale e sinfonico costituito prevalentemente da temi modali che vengono estesi grazie a sofisticate tecniche di contrappunto. Fa spesso affidamento su piccole orchestre di archi e percussioni accompagnando qualche volta le sue composizioni con voci e suoni d’ambiente registrati. Secondo le parole di Tom Moon:

Le sue composizioni hanno l’inventiva selvaggia della musica fatta da un bambino: ci sono esplosioni in trance di ritmi interconnessi, fischi di sassofoni belanti e urlanti e fantastici petardi musicali cartooneschi.

Fra le fonti di ispirazione dell’artista vi sono i canti dei nativi americani, da cui riprende i ritmi e varie espressioni di musica cerimoniale di più parti del mondo. Questo stile, spesso etichettato come sperimentale, ha spinto molti a considerarlo un antesignano della musica minimalista, nonché della world music e del postmodernismo. Viene anche citato fra gli esponenti della new age e di varie espressioni di musica colta orchestrale.

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